Quarzi: cosa sono e quali sono i più comuni

I quarzi sono, subito dopo i feldspati, il minerale più abbondante. Pensate che la crosta terrestre ne è formata per il 12%. Gli antichi greci lo definivano cristallo. Pensavano si trattasse di un tipo di ghiaccio che non potesse sciogliersi mai.

Tutti i quarzi hanno una struttura cristallina trigonale e possiedono una durezza pari a sette nella scala di Mohs. Lo si trova molto spesso nelle rocce magmatiche di tipo intrusivo e acido. Si trova però abbondantemente anche nelle rocce sedimentarie, specialmente in quelle arenarie. Questo lo si deve alla sua resistenza elevata.

Esistono tantissime varietà di quarzo. Si suddividono però in tre gruppi, quelle macrocristalline e quelle microcristalline. Nel primo caso i cristalli si vedono a occhio nudo, nel secondo no. Ci sono poi anche i criptocristallini, sono aggregati non visibili nemmeno al microscopio.

Quando si parla di cristallo di rocca per esempio, ci rivolgiamo a una varietà con la struttura macrocristallina. Quando si parla di calcedonio invece, parliamo proprio del quarzo criptocristallino come categoria. Di solito sono opache. Quando sono lucide invece si parla di macrocristalline.

A livello chimico sono molto stabili i quarzi, non possono infatti essere attaccati dagli acidi a eccezione però dell’acido fluoridrico. Sono molto duri e resistenti al calore. Possiedono anche delle proprietà fisiche, come per esempio la piezoelettricità e la piloelettricità. Proprio questo motivo è usato il quarzo negli oscillatori al quarzo. Usati per esempio nella radio e negli orologi. In questi casi viene usati quasi sempre il cristallo di rocca.

Viene usato anche per realizzare lastre da usare per rivestimenti e pavimentazione, per realizzare spettrofotometri e cuvette e per produrre il vetro. Il quarzo infatti viene reso sabbia e usato come materia prima per produrre vetro.

Varietà principali di quarzo

C’è il calcedonio, nome però usato in modo generico. Per esempio l’agata è sempre un calcedonio ma si usa il termine agata per indicare la varietà a bande. Un esempio è l’agata muschiata, si chiama così per delle formazioni verde simili al muschio.

Anche il crisoprasio è un quarzo o meglio, un calcedonio. E’ di colore verde a causa dei sali idrati. C’è l’onice, nonché varietà di agata. Le bade sono dritte e parallele. La sarda invece è un tipo di corniola un po’ meno lumunosa. Ha una colorazione piuttosto bruna. C’è poi la cornola che è il calcedonio arancio rossastro, c’è la sardonice e ovviamente il diaspro e l’avventurina. Molto famoso l’occhio di rigre, con il suo effetto da gatteggiamento. A seguire l’occhio di gatto, l’occhio di falco e l’occhio di bue. Molto spesso queste pietre non vengono considerate dai non esperti quarzi ma ritengono che in questa categoria rientrano altre pietre come: il cristallo di rocca, l’ametista, l’ametrino, il quarzo citrino, il quarzo rosa, il quarzo blu, il quarzo affumicato, il quarzo latteo il quarzo rutilato e il quarzo tormalinato.

L’elenco in realtà non è ancora concluso. Si aggiungono alla grande famiglia dei quarzi anche il morione, il quarzo prasio, il quarzo dendritico e il quarzo cacoxenite.