Rilevatori banconote false, quanto sono importanti in un’attività?

Per chi ha un’attività propria, uno degli incubi peggiori è scoprire a fine giornata di aver incassato denaro falso. Anche se inizialmente era stato dichiarato che gli euro erano improducibili come falsi, oggi si sa che non è proprio così: i falsi che ci sono in circolazione, infatti, sono davvero tanti. Anche se pare siano in diminuzione, il problema resta e nel 2017 le banconote false ritirate sono state ancora 169.923, per un valore di 7,7 milioni di euro.

Nella maggior parte dei casi si tratta di cartamoneta dal valore di 20 e 50 euro. Mettersi a controllare a occhio nudo ogni banconota, tuttavia, è impossibile in alcuni esercizi, soprattutto se si ha bisogno di battere cassa rapidamente. Oltre a questo può risultare anche essere poco professionale, per questo nella maggior parte dei casi i commercianti si dotano di un rilevatore banconote false.

Se si scopre che una banconota è falsa, essa va ritirata e consegnata alla Banca che rilascerà un verbale. Purtroppo la banconota andrà persa. Spenderla altrove, tuttavia, è reato, quindi anche se la procedura potrebbe finire per “costare”, è così che va eseguita.

Come funzionano i rilevatori banconote false?

Il rilevatore banconote false è un piccolo marchingegno che racchiude grandi tecnologie e che ha particolari sensori che possono rapidamente eseguire un test sulla cartamoneta. I metodi di analisi sono luminosi: delle luci di varia lunghezza sono proiettate sulla banconota, a cui la stessa deve rispondere con una particolare luce. Se questo non avviene, la banconota è falsa e l’apparecchio emette un segnale luminoso e/o acustico.

La luce bianca permette di fare una verifica sulla filigrana, sul filo di sicurezza e sul registro di stampa. I raggi ultravioletti mettono invece in evidenza i particolari non visibili all’occhio umano, mettendo in risalto i riconoscimenti caratteristici fluorescenti. Gli infrarossi, un altro tipo di radiazione elettromagnetica, fa un esame sui materiali, come l’inchiostro magnetico con cui la cartamoneta vera è stampata. La spettrografia eseguita dai rilevatori banconote false permettono poi di identificare le sostanze presenti.

Verifica a occhio nudo

Se non si ha a disposizione un rilevatore di banconote false è comunque possibile fare un controllo a occhio nudo, anche se richiede del tempo perché le cose da prendere in considerazione sono diverse. Innanzitutto la cartamoneta va osservata in controluce per vedere se si vede la filigrana, costituita da una finestra con la cifra dell’importo, e da un filo di sicurezza microscritto che percorre la banconota verticalmente. Oltre a questo si vede anche l’importo sull’ologramma fluorescente, sul lato destra della parte frontale, che riporta l’importo ripetuto più volte.

Al tatto la banconota è di qualità, anche se la sensazione non è detto sia la stessa per tutte perché ognuna può avere una sua storia. Essendo comunque tutte in fibre di puro cotone, la consistenza e la rumorosità dovrebbe avvertirsi. Le scritte inoltre dovrebbero essere in leggero rilievo, cioè calcografiche e percepibili con i polpastrelli. In caso di dubbio, è possibile osservare anche la banconota con una lente di ingrandimento, per visionare i micro-caratteri presenti sulle figure che dovrebbero apparire nitide e non sfocate.