Run flat, la storia del pneumatico anti-foratura

L’evoluzione dell’alta tecnologia applicata all’universo delle automobili ha riguardato sempre e da vicino – tra gli altri – un elemento essenziale nel panorama della sicurezza come gli pneumatici. Un tempo ormai lontano questi erano bianchi e lisci, poiché il nerofumo fece la sua comparsa solo nell’anno 1912. Con il trascorrere delle epoche e il progredire della ricerca sono poi arrivati i battistrada scolpiti, gli pneumatici a bassa pressione e infine le gomme super ribassate per assicurare lunga durata e un’alta tenuta di strada. A prescindere dal livello di progresso raggiunto dal settore nel complesso, resta il fatto che a rappresentare la più grande sfida (e il peggior incubo per i viaggiatori) sono il pericolo e i conseguenti disagi di una foratura.

Sarà utile anche ricordare, nell’ambito della stessa riflessione, che le moderne vetture spesso non dispongono più del classico ‘ruotino’ di emergenza e anzi sono provviste solo di un kit per le riparazioni non proprio semplice da utilizzare. Sostanzialmente, è questo l’ambito sul quale si è concentrata la ricerca, che ha portato all’invenzione dei cosiddetti pneumatici run flat. Le loro caratteristiche? Sono rinforzati internamente, in corrispondenza delle ‘spalle’ laterali. Dopo la foratura è possibile percorrere distanze contenute, mantenendo una velocità entro gli 80 km/h, in modo da raggiungere in tutta sicurezza un’officina.

Gomme rinforzate, praticità assicurata

La genesi di questi prodotti risale agli anni Ottanta, da parte del marchio Bridgestone: in caso di foratura con un’importante perdita della pressione le gomme di nuova invenzione promettevano di continuare a sostenere il peso dell’auto anziché in poco tempo appiattirsi. Questo poteva consentire, procedendo con una marcia lenta, di raggiungere facilmente il più vicino gommista. Le run flat dovevano inizialmente servire da supporto per le persone con mobilità ridotta, impossibilitate a fare il pit stop con cambio gomma in autonomia. Poi, vista la praticità, sono diventate la dotazione di base per le vetture di molti marchi. Per il loro acquisto, come spesso accade di questi tempi, si fa anche ricorso a vetrine online come Gomme Planet che offrono un confronto veloce e intuitivo. Vediamo una veloce carrellata di pregi e difetti relativamente alla scelta di montare questi pneumatici. Nel caso in cui la foratura della gomma avvenga la notte o in caso di maltempo e scarsa visibilità il fatto di doversi armare di cric e scendere dall’auto potrebbe mettere in pericolo l’automobilista (un rischio che con le run flat viene del tutto scongiurato).

Quanto agli svantaggi, è possibile indicare una maggiore rigidità di questi pneumatici (abbiamo detto che sono rinforzati, per reggere il peso dell’auto dopo la foratura con abbassamento di pressione). A risentirne potranno essere il comfort di viaggio e l’esperienza di guida, specie su tratti di strada sconnessi. Dopo la foratura, devono essere sostituiti: non si possono riparare. In generale, risultano però più costosi al momento dell’acquisto. Nel caso in cui la vostra auto non abbia gomme run flat di prima installazione il consiglio è di non sostituire pneumatici normali con i run flat. Per poterli montare sarebbe necessario procedere con la sostituzione anche dei cerchi.