Tricopigmentazione: cos’è e a cosa serve

La tricopigmentazione permette di ottenere un’operazione chirurgica da trapianto di capelli omogenea. Lo scopo infatti è quello di ottenere un effetto uniforme e molto soddisfacente. Unendo le due tecniche, quella del trapianto e della tricopigmentazione, si può ottenere tutto ciò.

Questa tecnica può in realtà essere usata anche da sola, si ha un effetto molto buono ed è la soluzione consigliata per coloro che soffrono di diradamento.

Può essere applicata senza problemi tanto per le calvizie maschili che femminili. E’ normale però che, in entrambi i casi, si deve avere una buona situazione di partenza. La densità indigena deve essere sufficiente da subito.

Il trattamento si svolge in tre diverse sedute. Le prime due si svolgono a distanza di 23 ore mentre la terza e ultima, dopo 30 giorni. Alcune volte lo specialista può decidere di effettuare una quarta seduta.

Durante la prima fase, viene fatto lo studio morfologico e viene elaborato il disegno tecnico. Così da studiare un modello armonioso e avere un cuoio capelluto folto in modo naturale.

Durante la seconda fase viene inoculatato il pigmento. Viene ottenuto l’effetto di un capello in crescita. Dopo 24 ore, viene fatta una seconda applicazione. Con la terza seduta inviene viene verificato il punto della situazione e lo specialista interviene per armonizzare il risultato.

Alcune cose da sapere sulla tricopigmentazione

– Il dolore è limitato grazie alle moderne attrezzature. Viene percepito di base un leggero fastidio che svanisce quando la seduta finisce. Il dolore è soggettivo.

– Si tratta di un’operazione reversibile. Il pigmento utilizzato infatti è studiato per essere poi fagocitato dal sistema immunitario permettendo, in linea teorica, la scomparsa delle molecole a livello ottico in 2 o 3 anni e a livello dermico in 4-6 anni.

– Per tutta la durata del trattamento di tricopigmentazione è consigliato astenersi ai lavaggi dei capelli, anche senza lo shampoo. Il giorno successivo al trattamento invece potranno essere lavati ma solo con uno shampoo specifico. Verrà dato anche un siero da applicare due volte al giorno per garantire la cicatrizzazione.

Quali sono le controindicazioni?

Alcune condizioni cutanee, come per esempio la seborrea, possono complicare il trattamento in questione. Se la seborrea per esempio è accompagnata anche dalla desquamazione, il pigmento trova difficoltà a stabilizzarsi ed ecco che viene espulso facilmente. Prima di sottoporsi alla procedura quindi, è bene risolvere il problema cutaneo.

C’è chi si chiede invece se la tricopigmentazione danneggia in qualche modo i capelli. La risposta è no. Non crea danni ai capelli. L’ago anzi, quando entra, va a richiamare un maggior apporto di sangue in superficie, cosa benefica per chi soffre di alopecia.

Perché non vi siano effetti collaterali tale operazione deve essere eseguita da un esperto. Prima di sottoporsi alle sedute, è consigliato (sempre sotto il parere medico), interrompere quattro giorni prima l’uso di farmaci ad uso topico come lo Scalpicin, il Locoidon etc. Lo stesso vale per i farmaci che fluidificano il sangue.